Progetti

L'obiettivo iniziale è stato quello di promuovere l'arruolamento volontario femminile e l'accesso alle carriere nelle Forze Armate della nostra Nazione in collaborazione con l'A.N.A.DO.S. (Associazione Nazionale Aspiranti Donne Soldato) fondata da Debora Corbi.

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Ritenete giusto che nelle moderne Forze Armate siano ancora presenti "limitazioni" intese come requisiti riguardanti età, altezza ed altre imperfezioni che sono causa di inidoneità al servizio militare?
Risultati
by Mr.Webmaster
  

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La ML è riservata a tutti coloro che volevano arruolarsi nelle FF.AA. e non sono riusciti a realizzare il proprio sogno, comunque, chiunque voglia sostenere il nostro Progetto è ben accetto.

L'intento è quello di aprire un dibattito permanente sulle limitazioni, intese come requisiti (età, altezza ed altre "imperfezioni" che sono causa di inidoneità al servizio militare), che hanno impedito a donne e uomini motivati di entrare a far parte delle Forze Armate e trovare una soluzione per fare abolire queste LIMITAZIONI a nostro avviso DISCRIMINANTI.

ISCRIVITI:  GRUPPO ASPIRANTI SOLDATO

N.B. Per iscriversi seguire la procedura indicata da yahoo e sucessivamente inviare il modulo "dati personali" presente nella sezione file al seguente indirizzo: aspirantisoldato@gruppodonnesoldato.org 


RISULTATI OTTENUTI DAL GRUPPO



Care Debora, Sabrina, Simona, Anna. Cari Salvatore, Umberto...

non posso citarvi tutte e tutti, siete in tanti, ma a ciascuno di voi va il mio saluto. La vostra e-mail può essere sintetizzata così: vogliamo servire il nostro Paese, ma il Paese non si fa servire.
Comprendo bene il vostro senso di impotenza e forse persino di sfiducia, avete voglia di dare, di mettervi alla prova, ma non ne avete le occasioni.

Eppure ogni giovane dovrebbe poter trovare le strade aperte per poter misurarsi con le proprie ambizioni e i propri desideri.
Realizzarsi professionalmente non può essere una gentile concessione, ma una possibilità offerta a tutti, possibilità che poi ognuno deve mettere in atto con il proprio impegno, con la propria volontà e attraverso sostegni che premino il merito.

I limiti e i criteri d'ingresso nelle Forza Armate
  hanno ragioni storiche che, in molti casi, credo che possano e debbano essere superate. Certo occorre valutare attentamente quali criteri selettivi abbandonare e quali conservare.

C'è chi sostiene, ad esempio, che il limite di età debba essere mantenuto, poiché è bene che la carriera militare non sia intrapresa in età troppo matura, ma non c'è dubbio che limiti come quello dei 25 anni siano oggi ampiamente superati e non siano più rispondente né alle attese di vita né ai comportamenti sociali di questi anni (tempi di studio, età di uscita dalle famiglie, età di ingresso nel mercato del lavoro ecc). In quanto all'altezza non vedo perché ci sia necessità di stabilire dei limiti. E' vero, inoltre, che altri paesi europei non includano tali restrizioni oppure prevedano vincoli assai più flessibili.

Le vostre presentazioni non sono soltanto quelle di persone motivate dal punto di vista del lavoro, ma anche di giovani che hanno valori e principi assolutamente non superficiali e che sono spinti, innanzi tutto, dall'amore per la giustizia, per l'uguaglianza e per la libertà, fondamenti della nostra Carta costituzionale. E' per questo che voglio assicurare il massimo impegno del PD affinché le vostre ragioni possano quanto prima trovare una risposta in sede parlamentare. Se così avverrà, avremo fatto un ottimo servizio a migliaia di giovani
e soprattutto al nostro Paese.

Con cordialità,

Walter Veltroni
Segretario Nazionale Partito Democratico

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Ho letto con interesse quanto comunicatomi e, fermo restando che ci sono dei ruoli lavorativi che richiedono determinate caratteristiche fisiche e che anche ci sono delle regole studiate e imposte seguendo criteri ritenuti globalmente validi, tuttavia comprendo la problematica evidenziata e approfondirò la questione  con  gli Uffici competenti cercando, quindi, di adoperarmi per una soluzione consona al principio di uguaglianza invocato.

 Cordiali saluti.

On. Annagrazia Calabria

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Non è facile rispondere a persone che mostrano tanto desiderio di vestire una divisa. Come avviene in molti campi ci stiamo adeguando a leggi Europee, spero avvenga anche in questi regolamenti che vi penalizzano.

Distinti saluti

On. Gianfranco Paglia

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Ragazzi,
Vi ringrazio per avermi sottoposto la questione.
La studierò con la dovuta attenzione e Vi aggiornerò a breve sulle iniziative che intendo intraprendere a tal riguardo.


Un caro saluto
On. Roberto Cassinelli
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Per incarico dell'On. Casini si invia, in allegato, la risposta del responsabile dell' DDC per l'area Sicurezza e Difesa, On. Francesco Bosi, alla e-mail in riferimento:

Come noto, l'UDC si sta fortemente impegnando perché sia incrementato il numero degli arruolamenti nelle FF.AA. al fine di assicurare personale più giovane e meglio addestrato.

Ciò premesso, non si può, tuttavia, prescindere da regole di selezione degli aspiranti , anche perchè il numero dei richiedenti è, fortunatamente, superiore alle esigenze.

E' evidente che le regole della selezione sono tradizionalmente ispirate alla ricerca delle migliori condizioni  psico-fisiche ed, in definitiva, attitudinali  per garantire tanto gli aspiranti quanto le FF.AA. che i prescelti siano muniti delle più idonee caratteristiche.

Il Responsabile della Sicurezza e Difesa

On. Francesco Bosi

... obsoleti requisiti?

... finalità legittima?

... requisiti proporzionati?

RISPOSTE  

 

Comprendo sia la sua amarezza che le considerazione che porta a sostegno della sua tesi.

Certamente il processo di integrazione tra gli Stati europei, attualmente in atto, dovrebbe portare ad una normativa comune con la conseguente eliminazione delle disparità da lei lamentate.

Le invio cordiali saluti. 

On. Francesco Bosi

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L'on. Amalia Schirru garantirà il suo impegno in merito alla questione da lei sollevata e non appena avremmo notizie più rilevanti, la aggiorneremo in merito.
Intanto, i nostri complimenti per il sito internet, che non avevamo ancora avuto modo di visitare.
A presto,
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Stefania Spiga
Ufficio Segreteria on. Schirru

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La ringrazio io per le puntualissime segnalazioni, che facilitano il mio lavoro. Ritengo la questione meritevole di attenzione e soprattutto di iniziaitiva. La mia sensazione è che l'iniziativa legislativa, volta a cancellare limiti discriminanti, debba in questo caso essere precedeuta da una indagine conoscitiva che faccia emergere l'inutilità - e quindi il costo - di certi limiti. Solo così si possono mettere le lobby delle forze armate di fronte alla realtà delle cose, ed avere quindi consenso, in Commissione  e poi in Aula.
 
Grazie ancora.
Marco Beltrandi

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Ho letto, e ritengo molto interessante quanto da voi segnalato. Voglio approfondire se davvero esistono ragioni funzionali per i limiti di altezza: perchè è evidente che qualsiasi limite venga posto, creerà discriminazione verso chi - magari per poco - non vi rientra. Anche se ad occhio, ammesso che queste ragioni sussistano, basterebbe destinare il personale fuori limite ad altre mansioni.
Approfondirò la questione, e vedrò come intervenire, credo anzitutto con una interrogazione al Ministro della Difesa.
Le chiedo solo se può indicarmi gli estremi di legge che contengono queste limitazioni.
 
I più cordiali saluti.
Marco Beltrandi
 
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Grazie per aver scelto me come vs. interlocutore, analizzerò la Vs. questione.

Cordiali saluti

On  Nunzia De Girolamo

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Non sono più deputata ma poichè ancora funziona la mia vecchia mail ho ricevuto la vostra lettera che denuncia discriminazioni effettivamente assurde, spero che riusciate a farvi ascoltare e che le vostre rivendicazioni vengano accolte 

con simpatia 

katia bellillo

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----Messaggio originale----
From: mannucci_b@camera.it

Date: Wed, 7 May 2008 12:23:49 +0200

grazie per la mail, l'ho stampata e sarà uno degli argomenti di cui mi occuperò.
E' in effetti incredibile che ci siano limiti del genere, soprattutto considerando che chi si avvicina alle forze armate lo fa per passione e con dedizione.
Barbara


----Messaggio originale----
Da:  Spagnoli_c@camera.it 

Data: 28/02/2007 15.30

Il Presidente della Camera dei deputati ha ricevuto la Sua email del 15 febbraio scorso ed ha letto con attenzione quanto Ella ha inteso rappresentargli.                                

La informo che ci sono pervenute altre segnalazioni su questo tema e che abbiamo provveduto a raccogliere il materiale per spedirlo alla Commissione Parlamentare competente affinchè i deputati che ne fanno parte possano prenderne visione ed assumere le iniziative che ritengono opportune. 

Nel ringraziarLa per le sue considerazioni, colgo l’occasione per inviarLe il saluto più cordiale del Presidente a cui associo il mio.                                          


Dott. Claudio Spagnoli
Camera dei deputati
Segreteria particolare del Presidente 

Purtroppo tante promesse, 

ma nessuno ha intrapreso iniziative ...


NORMATIVE

Con la riforma della Pubblica Amministrazione (Legge 127/97) sono stati cancellati solo i limiti di età per la partecipazione ai concorsi. La legge prevede però che con appositi regolamenti, le singole Amministrazioni possano prevedere deroghe in base alle esigenze di servizio. E' il caso del Ministero della Difesa, che con il regolamento 188/99 ha stabilito precisi limiti di età per i concorsi che riguardano le Forze Armate, e del Ministero delle Finanze, che con il regolamento 142/99 ha stabilito precisi limiti di età che riguardano il Corpo della Guardia di Finanza.
Più precisamente: 
TRUPPA 
-Volontari in Ferma Prefissata (Esercito - Marina - Aeronautica) aver compiuto il 17° e non aver superato il 25° anno di età.
SOTTUFFICIALI 
-Marescialli (Esercito - Marina - Aeronautica - Carabinieri - Finanza) aver compiuto il 17° e non aver superato il 26° anno di età.
UFFICIALI 
-Accademia Militare- (Esercito - Marina - Aeronautica - Carabinieri - Finanza) aver compiuto il 17° e non aver superato il 22° anno di età; 
-Nomina Diretta- (Esercito - Marina - Aeronautica - Carabinieri - Finanza) non aver superato il 32° anno di età; 
-AUC Piloti - (Marina - Aeronautica) aver compiuto il 17° e non superato il 23° anno di età; 
-AUFP- non aver superato il 38° anno di età (Esercito - Marina - Aeronautica), il 32° anno di età (Carabinieri). 

Le norme relative ai limiti di altezza per la partecipazione ai concorsi pubblici sono state fissate dalla Legge 13 dicembre 1986, n. 874. E' utile ricordare che la sopraccitata Legge dopo aver precisato che l'altezza delle persone non costituisce alcun motivo di discriminazione per la partecipazione ai concorsi pubblici indetti dalle Pubbliche Amministrazioni, aveva delegato il Presidente del Consiglio dei Ministri a stabilire "le mansioni e le qualifiche speciali per le quali è necessario definire un limite di altezza e la misura di detto limite", e il Presidente delegato ha dettato le specifiche disposizioni con D.P.C.M. 22 luglio 1987, n. 411, prevedendo i requisiti minimi di altezza per gli aspiranti all'arruolamento nelle Forze Armate, nella Polizia di Stato, nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nel Corpo della Guardia di Finanza e nel Corpo Forestale dello Stato. Con l'approvazione della legge 20 ottobre 7999 con la quale si delegava il Governo all'istituzione del servizio militare volontario femminile è stato necessario emanare nuove disposizioni per il reclutamento del suddetto personale adottando il D.P.C.M. 16 marzo 2000, n. 112 recante modifiche al sopraccitato decreto.

Ora per l'ammissione ai concorsi per il reclutamento del personale dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica e dell'Arma dei Carabinieri sono richieste le seguenti misure di altezza: 
a) per gli ufficiali, sottufficiali e truppa, salvo quanto previsto dalle lettere b) e c), altezza non inferiore a cm. 165 per gli uomini e cm. 161 per le donne e, limitatamente al personale della marina non superiore a cm. 195; 
b) per gli ufficiali piloti della marina e per gli ufficiali dei ruoli naviganti normale e speciale dell'Aeronautica altezza non inferiore a cm. 165 e non superiore a cm. 190; 
c) per gli ufficiali dell'Arma dei carabinieri altezza non inferiore a cm. 170 per gli uomini e a cm. 165 per le donne. 

E' da ricordare che in passato non si poteva accedere alla carriera militare se si avevano figli o se si era sposati. Ora la paternità non è più un ostacolo per chi intende accedere alla predetta carriera (Corte Cost. 332/2000). La questione fu sollevata dal TAR del Lazio chiamato a decidere sul ricorso presentato da un ex allievo della Guardia di Finanza, padre naturale di una bambina. Il comandante generale delle Fiamme Gialle annullò d'ufficio il suo arruolamento. I giudici costituzionali però diedero ragione al ragazzo e tutte le norme in contrasto furono dichiarate costituzionalmente illegittime. Così la Corte Costituzionale, con una sentenza depositata il 24 luglio 2000, cancellò dalle norme per l'ammissione ai concorsi militari il requisito della mancanza di prole, ritenendo ingiustificabile porre un limite al diritto di diventare genitore, anche in una fase delicata come quella del reclutamento e dell'addestramento. "Una così grave interferenza nella sfera privata" -scrisse la Consulta- "non può, sul piano dei principi costituzionali, ritenersi giustificata dall'esigenza di tendenziale esclusività del rapporto di dedizione che deve legare il militare al corpo di appartenenza". Un divieto inaccettabile, dunque, quello imposto perché in contrasto con i diritti fondamentali della persona e con la libertà di ognuno di determinare la propria vita privata. Cadde il muro della paternità e della maternità, per chi sognava di indossare la divisa dopo la decisione giurisprudenziale: per la Consulta la discriminazione fu dichiarata illegittima. 

Ora anche uomini e donne sposati possono arruolarsi (Corte costituzionale 445/2002). L'eccezione di costituzionalità fu sollevata dal TAR del Lazio nel corso di una causa nata da un ricorso di una signora aspirante alla partecipazione al concorso per l'arruolamento di 200 allievi nella Finanza. Per non creare disparità, la Consulta estese l'illegittimità delle analoghe disposizioni che riguardavano anche le altre quattro Armi. La limitazione dei concorsi a persone non sposate e senza prole apparve ai giudici di piazza del Quirinale "del tutto estranea e contrastante con i principi della Costituzione". Ormai deve rientrare nelle libere scelte del singolo "valutare se e come conciliare situazioni e le esigenze derivanti dal matrimonio con le esigenze, gli impegni e i doveri discendenti dallo status militare cui egli aspira". Fu quindi abolito il divieto di sposarsi per uomini e donne che aspiravano ad arruolarsi nella Guardia di finanza, nei Carabinieri, nella Marina militare, nell'Esercito e nell'Aeronautica: con una storica decisione - la sentenza 445 del 2002, cancellò un'antica tradizione, la Corte costituzionale dichiarò illegittimo il decreto legislativo 24 del gennaio 2000 nella parte in cui vietava ai cittadini di entrambi i sessi la partecipazione ai concorsi per l'ammissione a quelle forze armate, salvo che non fossero "celibi, nubili, vedovi e vedove". 

Riteniamo i sopraccitati limiti DISCRIMINANTI, però essendo indicati in tutti i concorsi, le Commissioni si devono attenere a quanto previsto nel bando.
L'unica soluzione, a nostro avviso, potrebbe essere il tentativo di rendere tali parametri ANTICOSTITUZIONALI, dato che: 

- l' Articolo 3 della Costituzione Italiana sancisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese; 

- l' Articolo 4 sancisce che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società; 

- l' Articolo 52 sancisce che la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, ne' l'esercizio dei diritti politici. L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica